We Own The Night | Milano

risultati

“No, non mi sento ancora pronta per una gara così impegnativa”.
“Che figura faccio se le gambe si arrendono al quinto chilometro, lasciandomi con la chioma scapigliata e il viso paonazzo?”
“Ma a fine maggio farà già caldo e sarà difficile affrontare 10 chilometri nell’umidità milanese!”
“Magari esco tardi dall’ufficio e non riesco ad arrivare in tempo…”
[aggiungere una scusa qualsiasi per giustificare la paura di fronte alla prima corsa ufficiale come runner]

Questi e molti altri dubbi mi attraversavano la mente ogni volta che spulciavo il sito della We Own the Night.

Eppure alla fine riesco a farmi forza e a cliccare sul tasto di iscrizione: sono la numero 663.
A inizio maggio è iniziata la preparazione – il minimo indispensabile per evitare una figuraccia – e il 31 maggio è arrivato in un soffio: eccomi ai nastri di partenza con la mia capigliatura rosso fuoco, la maglietta arancione elettrico, pantaloncini rigorosamente neri (si sa, il nero smagrisce), braccialetto rosa e le Flyknit fluo. Insomma, l’outfit perfetto per passare inosservata.
Preoccupazioni inutili: nessuno avrebbe fatto caso alla mia eventuale bandiera bianca, dato che il cuore di Milano è stato invaso da un fiume arancione composto da oltre 3000 donne!

Partenza da Largo Cairoli, di fronte al Castello Sforzesco, circondata da migliaia di altre ragazze: c’è chi si fa una foto di gruppo con le compagne di squadra, chi saltella per riscaldarsi nei pochi centimetri di spazio disponibili, chi con lo sguardo concentrato si isola nella sua musica.
Io mi guardo intorno affascinata, mentre l’adrenalina comincia a scorrere nelle vene.
E niente musica per me: voglio godermi a fondo ogni passo e ogni suono di questa corsa, scoprendo Milano da un punto di vista insolito.
L’unica tecnologia che mi concedo – oltre al chip legato alla scarpa – è il mio smartphone, indispensabile per registrare la mia corsa tramite la Nike+ Running app.

Uno sparo e una pioggia di coriandoli colorati danno il via a questa corsa tutta al femminile: passiamo tra le fresche fronde del parco Sempione, sulla pista d’atletica dell’Arena Civica (dove sfrutto il “tappo” all’ingresso per fare una foto), nella fighetta Corso Como, tra gli imponenti grattacieli di Porta Garibaldi e sotto l’avveniristico Palazzo della Regione, per poi tornare al Castello Sforzesco.
Tutto ciò tra gli applausi e le parole d’incoraggiamento della gente per strada, i bambini che vogliono battere il cinque e qualche strimpellatore moderno che intona canzoni in nostro onore.
Semplicemente magnifico!

L’energia delle altre ragazze e il sostegno del pubblico mi ha trasportato fino al traguardo di questa 10K, senza mai sentire il bisogno di fermarmi un attimo e senza che il “Ma chi me l’ha fatto fare!” mi balenasse mai in testa.
Certo, alla fine ero stanca e assetata, ma soprattutto al settimo cielo per aver contribuito ad accendere la notte milanese.

Fiera di poter dire: io c’ero!