Due gradi e mezzo di separazione a Crema

Domitilla Ferrari e Cristina Marinoni

Domitilla Ferrari è tante cose e fa tante cose. In ordine sparso:

  • è social media strategist in Mondadori
  • è moglie di Maurizio Pesce (aka @pestoverde) e madre di una bambina dal nome prezioso
  • scrive su due blog: quello dal nome impronunciabile – Semerssuaq – dove racconta di lei, di marketing, di giornalismo e di social media, e il food/mommy blog vegetariano Pappa e ceci
  • è sia docente (insegna Comunicazione Digitale e Social Network nel Master in Comunicazione delle Scienze all’Università di Padova.) che studentessa (da qualche mese, infatti, è ritornata sui banchi di scuola per frequentare l’Executive Master in Business Administration della Bocconi)
  • partecipa a seminari e workshop dove mette in circolo le sue conoscenze (tipo dieci cose)
  • ha scritto un libro ed ora è in tour per far conoscere il suo Due gradi e mezzo di separazione

Sono sicura di aver tralasciato qualcosa, ma credo che questo quadro sia sufficiente per darvi un’idea della straordinarietà di questa donna. Anche voi vi state chiedendo come riesca a incastrare tutto senza collassare? Io gliel’ho chiesto e, a quanto pare, le parole chiave sono tanta determinazione, poche ore di sonno e un marito collaborativo.
Inutile esplicitare che la ammiro moltissimo (mica per niente ho la tessera n°13 del suo fanclub) e per spiegarvi perché userò una brano tratto dal suo libro.

Essere in contatto con persone che ti danno ispirazione e motivazione contribuisce ad ampliare le tue aspirazioni, migliora la percezione che hai del mondo, ti dà la prova che farcela è possibile, che c’è un modo diverso per fare le cose. Non farti sfuggire l’occasione di circondarti di buoni esempi.

Ecco, Domitilla è un buon esempio: lo sapevo già leggendola online e ne ho avuto la conferma sentendola parlare durante la presentazione del suo libro a Crema, intervistata dalla giornalista Cristina Marinoni.
In realtà questo non è stato il primo momento in cui ci siamo trovate faccia a faccia perché l’avevo incontrata un’ora prima dell’evento sul treno Milano Porta Garibaldi > Cremona. Lei stava chiedendo informazioni a una passeggera, io ho alzato la testa dal mio libro e l’ho immediatamente riconosciuta. Dopo qualche secondo di paranoie conflitti interiori (<<Che faccio? Mi alzo e la saluto? Mi faccio riconoscere? Farò la figura della stalker?!>>), ho dato un calcio al mio imbarazzo, l’ho acciuffata per i capelli evitando che scendesse alla stazione sbagliata e mi sono presentata. Insomma ho iniziato a fare networking ancor prima di iniziare a leggere il suo libro!

Durante la presentazione mi sono aggirata per la Sala Ex Conventuale del Centro Culturale Sant’Agostino con un orecchio teso all’intervista e un occhio nel mirino della Nikon D90. Penso proprio che possiamo aggiungere pure la fotogenia all’elenco delle sue infinite doti. Date un’occhiata alla galleria qui sotto e ditemi se non ho ragione.